XXIII World Congress of Neurology
XVII Congresso Nazionale SIRN
Amsterdam congress

Incidenza di ictus nelle persone con malattia di Alzheimer


L’ictus aumenta il rischio di demenza, compresa la malattia di Alzheimer, ma non è noto se le persone con malattia di Alzheimer hanno un rischio maggiore di ictus.
Si è cercato di capire se le persone non-ricoverate con malattia di Alzheimer abbiano una maggiore propensione a soffrire di ictus incidente rispetto alle persone senza malattia di Alzheimer e se ci sono differenze nella incidenza di ictus ischemico o emorragico.

È stato condotto uno studio basato su registri di coorte con persone residenti in comunità, con diagnosi clinica accertata di malattia di Alzheimer, residenti in Finlandia alla fine del 2005, e i loro confronti abbinati per età, sesso e regione di residenza senza malattia di Alzheimer ( n=56.186, età media 79.6 anni ).

Sono stati esclusi i soggetti con ictus precedenti e i loro controlli abbinati, lasciando 50.808 persone, con 2.947 ictus incidenti verificatisi nel periodo 2006-2009.

La diagnosi di malattia di Alzheimer si è basata sulla diagnosi di ictus nei registri di dimissione ospedaliera in Finlandia.

La demenza da malattia di Alzheimer non è stata associata a rischio di tutti gli ictus o di ictus ischemici, ma il rischio di ictus emorragico è stato più alto tra le persone con malattia di Alzheimer ( hazard ratio aggiustato, aHR=1.34 ).

Quando le associazioni sono state analizzate in base alle fasce di età, la malattia di Alzheimer è stata associata a un rischio maggiore di tutti gli ictus, indipendentemente dalla eziologia, nei due gruppi di età più giovane, ma non nei gruppi di età più elevata.
Associazioni simili sono state osservate quando i risultati sono stati suddivisi in categorie secondo l'età al momento della diagnosi.

In conclusione, i risultati suggeriscono che le persone con demenza da malattia di Alzheimer, soprattutto i pazienti giovani, hanno un rischio maggiore di ictus emorragico. ( Xagena2013 )

Tolppanen AM et al, Neurology 2013; 80: 353-358

Neuro2013



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